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    Главная » Чертежи » 1700 - 1800 год

    Gabbiola
     
       La definizione di "schooner” era in uso nella marineria adriatica, sotto l’amministrazione austriaca; il termine era sinonimo di "goletta”, che a quei tempi aveva un significato più ampio e non restrittivo come oggi, e che identifica un veliero a due alberi verticali, armati con vele auriche e munito di bompresso.
      Le sue origini, in Olanda era presente fin dal XVI secolo uno "schoone” a due alberi attrezzati con vele auriche, ma molto diverso come scafo, con il fondo piatto e le due derive laterali. Lo "schooner” navigava nel XVIII secolo nel nord Europa e ne possiamo infatti travare ampia testimonianza nel trattato di Chapman "Architectura Navalis Mercatoria” del 1768; ma questa tipologia è tipicamente americana per peculiarità di forme ed armo velico.
     
     
       Howard I. Chappelle afferma che attorno al 1730 nacquero nella Nuova Inghilterra i primi schooner affinati, quindi nel 1800 si diffusero in Europa i "Virginia pilot schooner”, impiegati dalle Marine inglesi e francesi come porta-dispacci. Recentemente G.M. Footner ha spiegato che quando gli Inglesi dicararono guerra ai Francesi nel 1793, le ostilità giunsero fino ai Caraibi, dove i Francesi impiegarono nella "guerra di corsa” i battelli pilota della Chesapeacke Bay. Uno di questi venne catturato dagli Inglesi, che rimasero ammirati dalle sue prestazioni nautiche: e in tal modo questi scafi si diffusero nelle marine europee.
       Certamente un notevole sviluppo di queste tipologie si ebbe dopo la Rivoluzione americana, nel 1812, quando gli Stati Uniti, entrati nuovamente in conflitto con l’Inghilterra, diedero largo spazio ai "privateers”. Questi erano armatori privati che, muniti di "lettera di marca”, armavano imbarcazioni a proprio rischio per dedicarsi all’attacco del traffico mercantile; per tale attività "corsara” essi prediligevano lo schooner, agile, veloce, capace di raggiungere un mercantile e sfuggire alle navi da guerra inglesi più pesanti.
       Sempre secondo Chapelle i "fishing schooner”, cioè quelli da pesca, risalirebbero invece ai "chebacco boats” di Gloucester.
       In Adriatico invece non abbiamo trovato traccio di questo tipo di imbarcazione fino al 20 dicembre 1788, data in cui a Venezia il Senato concedeva la "patente veneta” alla goletta "Madonna annunziata”, della portata di 92 botti candiotte. Nel 1789 registriamo a Trieste la presenza di una goletta, nel 1791 di una goletta e tre schooner e nel 1794 di otto golette. Nel 1801, a Venezia, vennero eseguiti ventuno disegni acquerellati per il vice-notaio Domenico Zuccoli dell’I.R. Commercio e Navigazione, finalizzati ad agevolare l’identificazione delle diverse tipologie navali; tra questi vi sono quelli raffiguaranti la "Goletta mercantile” e lo "Scuner mercantile”.
       Nel dicembre del 1804 a Venezia si verificò un caso strano; si accettò infatti di riparare all’interno dell’Arsenale l’”Enterprise”. Era questo uno schooner da 12 cannoni della U.S. Navy, costruito a Baltimora nel 1799, presente in Mediterraneo dal 1802 e facente parte della squadra – guidata dalla fregata Constitution – che aveva lungamente bloccato il porto di Tripoli e da poco attaccato la città. Le riparazioni allo scafo terminarono nel 1805, ma certamente lo schooner fu rilevato, dato che l’allora direttore delle costruzioni navali, Andrea Salvini, era abile in questo campo ed inoltre studiava nuovi scafi da proporre a Vienna. Sicuramente egli mise poi a frutto quest’esperienza quando nel 1811, quindi nel periodo napoleonico, furono impostate alcune golette da 10 cannoni per la Marina reale italiana; e anche le "peniche” costruite in quel periodo, ricordavano molto, seppure in piccolo, questi scafi. Nel 1814 passarono nella marina austro-veneta dando buona prova di sé, e così successivamente, tra il 1826 ed 1839, venne iniziata una nuova serie di schooner per sostituire i precedenti. Essi furono chiamati "Elisabett”, "Fenice”, "Sfinge”, "Vigilante” ed "Arthemisia”, tutti armati con 10 cannoni e dalle linee filanti come quelli "americani”; tra il 1832 e 1836 vennero impostati anche dei brig-schooner da trasporto, dalle forme più piene: "Bravo”, "Camaleonte”, "Fido”, "Delfino” e "Dromedario”.
       Questo tipo d’imbarcazione trovò particolare favore nel settore mercantile, in quanto la sua armatura richiedeva un equipaggio assai ridotto e risultava particolarmente veloce. Molti ne furono costruiti a Trieste; ne è un esempio il disegno dello schooner mercantile "Ballaton” "….. per persone di riguardo”; oppure quello disegnato da Antonio Panfilli, titolare dell’omonimo cantiere a Trieste. Inoltre tra il 1820 e il 1850 all’”I.R. Accademia di Commercio e di Nautica” furono eseguiti molti disegni di schooner dagli allora allievi costruttori navali, che quindi una volta diplomati erano in grado di realizzarli. E nel 1850 erano registrate nella marina mercantile austriaca 12 "scuner”, 4 "golette” e 17 "bric_scuner”.
       Risulta molto significativa la scelta fatta nel 1852 dall’”I.R. Ispettorato per la costruzione navale” di Trieste di mettere a disposizione di tutti gli interessati i piani di un "clipper scuner” di 210 tonnellate, provenienti dall’Inghilterra; evidentemente si voleva dare diffusione a questo tipo di bastimento, ritenuto particolarmente adatto ai traffici che facevano capo al porto di Trieste.
       Si riportano di seguito le definizioni contenute nell’”Annuario Marittimo del Lloyd Austriaco” del 1850 "goletta (goelette-schooner). Il bastimento di questo nome è in generale di minor grandezza dei Bric però più svelto di forme. La sua velatura è quasi tutta disposta longitudinalmente ed allacciata a due alberi inclinati verso poppa. Una randa, un ghisso, e più fiocchi costituiscono la principale sua velatura. Lunghezza 50 piedi circa”. Ed in quello del 1878: "Scuner o goletta (schuner-Goelette_schooner). Bastimento a due alberi, con vele quadre soltanto all’albero di trinchetto. Le golette hanno talvolta gli alberi sensibilmente inclinati verso poppa”.
       Nel 1866 facevano parte della marina mercantile austriaca tre golette, 48 scuner e lugger e 19 bric-scuner; nel 1875 otto golette, 45 scuner e lugger e 42 bric-scuner; nel 1890 cinque golette, 27 scuner e lugger 3 30 bric-scuner. In generale la lunghezza di questi scafi poteva variare dai 18 ai 28 metri. Oltre che delle grandi vele auriche, denominate rande, e dei fiocchi di prua, gli schooner erano muniti di vele quadre denominate gabbiole, che potevano essere costituite da un’unica vela o frazionate in due o tre vele più piccole. Queste avevano la funzione di rimediare ad uno svantaggio tipico della vela aurica, quello di non avere un buon rendimento nelle andature di poppa, ed inoltre potevano essere serrate completamente o ridotte di superficie dalla coperta, senza obbligare gli uomini ad andare sui pennoni.
       Qualche volta veniva armata anche una grande vela quadra, che scendeva sino in coperta; usata quale vela di fortuna, era issata solo in caso di necessità e raramente coesisteva con le gabbiole. In Adriatico gli schooner non trovarono la stessa diffusione che negli altri stati italiani, in quanto come tipologia subirono la forte concorrenza dei "trabaccoli” e dei "pieleghi”; tuttavia portarono ad una trasformazione dell’armo velico nel trabaccolo, che sostituì la vela al terzo di poppa con la randa, ma soprattutto all’evoluzione del pielego, sia nello scafo che nella velatura: assunse infatti lentamente le forme di una goletta con l’albero aprua armato al terzo e quello di poppa con randa e controranda.
       La "goletta” è giunta anche nell’armamento mercantile italiano attraverso le diverse marine militari, nelle quali aveva incontrato fortuna quale esploratore ed avviso, date le sue caratteristiche di manovrabilità e di velocità. Ricordiamo che nel 1812, ossia verso il termine del periodo napoleonico a Genova e La Spezia operavano quattro golette, a Livorno sette, a Civitavecchia una, a Napoli sette, a Venezia sei e nelle Province illiriche (tra Trieste e Spalato) quattro. Questo tipo d’imbarcazione veniva definito con regio decreto del 1872 e del 1879: "Goletta. Bastimento con due alberi verticali o leggermente inclinati a poppa a vele auriche, più qualche vela quadra volante all’albero di trinchetto e bompresso”. Chiaro quindi il riferimento alle gabbiole, in questo caso il De Negri ci dice che i liguri le denominavano "a verga secca”, mentre per il "brigantino-goletta”, preferirono il termine "scuna”; talvolta le gabbiole erano anche sull’albero di maestra.
       Dalle statistiche del Regno d’Italia possiamo notare come tale tipologia si fosse largamente diffusa, tanto che nel 1873 risultavano registrate ben 174 golette e 670 brigantini-goletta. Nel 1876 si raggiunsero i valori massimi con 195 golette e 707 brigantini-goletta, per poi lentamente diminuire: nel 1879 infatti le golette erano 145 ed i brigantini-goletta 666.
       Le zone di maggior diffusione di questo tipo d’imbarcazione risultano essere state la Liguria, Toscana, Campania, abbastanza la Sardegna, un po’ meno la Sicilia.
       Il progetto che proponiamo è tratto dalla pubblicazione dell’I.R. Ministero dei lavori pubblici "Tipi di costruzioni navali in legno”, pubblicata a Trieste nel 1909 per offrire una panoramica sugli scafi che erano in uso in quel periodo. E’ molto dettagliato e si riferisce ad uno schooner austriaco, ossia una "goletta a gabbiola”, di fine secolo, dalle linee filanti ma con buona capacità di carico.
       Possiamo quindi concludere che con il termine "schooner” o il corrispondente italiano "goletta” ci si riferiva più ad un tipo di scafo che all’attrezzatura velica, dato che questa poteva variare, tanto che ad inizio secolo si è giunti a distinguere in goletta e goletta a gabbiola (verga secca), per poi passare al brigantino-goletta; comunque si trattava sempre di un due alberi notevolmente più snello del brigantino e talvolta con una caratteristica propria: il maggior pescaggio a poppa, infatti era molto più sensibile che in altri tipi di scafo.
       Lo "schooner” è ormai legato ai ricordi della più antica e prestigiosa competizione a vela, la cosiddetta "Coppa America”, che ha preso nome dal prestigioso yacht, così armato, che nel 1851 sfidò otto cutter e sette schooner inglesi, e vinse la famosa "Coppa da 100 ghinee”.



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    Категория: 1700 - 1800 год | Добавил: moops (23.02.2010)
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    1 moops • 21:21, 29.05.2018
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